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Gender equality, cosa ci dicono gli Oscar2021

Un'edizione record per la presenza femminile in questi Oscar 2021, 70 donne in corsa per un totale di 76 candidature. Altro record segnato dalla vittoria di Chloé Zhao con il suo Nomadland, prima donna a essere nominata 4 volte agli Academy, seconda donna a vincere come miglior film e miglior regia. Ciò che suona strano è che questo avviene in 93 anni di Academy Awards, massimo premio dedicato all'industria cinematografica e a tutti i suoi addetti. Le registe nominate in poco meno di un centenario sono state solo 5:

Lina Wertmüller, 1977, "Pasqualino Settebellezze"; Jane Campion, 1994, "Lezioni di piano"; Sofia Coppola, 2003, "Lost in Translation"; Kathryn Bigelow, 2010, "The Hurt Locker"; Greta Gerwig, 2018, "Lady Bird".


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Carey Mulligan e Emerald Fennell
Carey Mulligan e Emerald Fennell

Kathryn Bigelow, di queste 5, l'unica a vincere nel 2010 prima di Zhao, fu premiata da Barbra Streisand con le parole "Time has come", il fatto è che "il tempo è arrivato" e li si è fermato perché sono passati altri 11 anni, non per vincere (quello è relativo) ma, soprattutto, per essere nominate. Oltre a Zhao quest’anno tra le candidate alla miglior regia era presente anche Emerald Fennell con la sua opera prima Promising Young Woman, oltre a miglior film e miglior regia è stata candidata anche a migliore sceneggiatura originale e con questa si è aggiudicata la statuetta.



Mentre, Mia Neal e Jamika Wilson hanno fatto la storia essendo le prime donne nere a essere nominate nella categoria Trucco e acconciatura per il film Ma Rainey’s Black Bottom e la costumista, Ann Roth, premiata per lo stesso film, è la vincitrice più anziana di sempre, a 89 anni.

Ann Roth, costumista
Ann Roth, costumista



Ma se quest’anno si è finalmente infranto il soffitto di cristallo degli Academy, fino a ora era parso che le donne non si occupassero molto di cinema, è evidente che così non è, sono, infatti, molte le donne che lavorano nell’industria cinematografica nei vari settori che la compongono. Martha Lauzen, fondatrice del Center for the Study of Women in Television and Film a seguito del suo studio "It's a Man's (Celluloid) World" ha stabilito che nel 2018/2019 complessivamente, le donne rappresentavano il 32% nel cinema indipendente ma, è importante notare che nei film indipendenti gli uomini sono impiegati più del doppio rispetto alle donne in ruoli chiave dietro le quinte: il 68% di coloro che lavorano come amministratori, scrittori, produttori esecutivi, produttori, editori e direttori della fotografia sono uomini.


Eurimages, l’ente europeo impegnato nel raggiungimento dell’uguaglianza di genere nel settore audiovisivo, aveva lanciato una campagna che prevedeva questo traguardo nel 2020 ('Verso il 50|50 nel 2020'), data che si è vista disattesa dato che la situazione complessiva si attesta, ad oggi, intorno al 38%. A seguito di ciò ha lanciato un’ulteriore strategia per il triennio 2021/2023 che ha come focus primario la presenza delle donne in entrambi i campi sia quello creativo che quello tecnico senza limitarsi al solo settore della regia. L'uguaglianza di genere significa pari diritti, visibilità, empowerment, responsabilità e partecipazione e parità di accesso ed equa distribuzione delle risorse sia per le donne che per gli uomini.


In Italia la disparità è evidente tra il 2008 e il 2018 tra i film italiani realizzati appena il 15% sono stati diretti da registe e tra questi solo il 16% selezionati a partecipare ai festival. I compensi, a parità di budget produttivi, sono per le donne inferiori dell'11% e se i film diretti da donne nel mondo sono il 18%, in Italia sono addirittura il 9%.

La legge italiana del cinema e dell'audiovisivo n. 220/2016 ha stabilito nuove misure di sostegno per il settore. Due dei regimi previsti dalla legge: per contributi selettivi e

contributi automatici, prevedono punti extra e bonus per opere di registe o con una maggioranza di autrici (regista, sceneggiatrice e compositrice) e stabilisce una relazione annuale sull'impatto delle sue misure.


La sotto rappresentanza delle donne al cinema si sta assottigliando ma c’è ancora molto da fare.

Mia Neal e Jamika Wilson, truccatrici - Oscar 2021
Mia Neal e Jamika Wilson, truccatrici - Oscar 2021

Il discorso di accettazione di Mia Neal:


“Mentre io e Jamika rompiamo questo soffitto di vetro con così tanta eccitazione per il futuro, posso immaginare donne trans nere in piedi qui, e sorelle asiatiche e latine e donne indigene, e so che un giorno non sarà insolito o rivoluzionario: sarà semplicemente normale.”


riassumono perfettamente le questioni che circondano la spinta a realizzare "primati" storici dopo quasi un secolo di regia.


Miglior film

NOMADLAND - Mollye Asher, Frances McDormand, Chloé Zhao, produttrici

Miglior regia

Chloé Zhao, NOMADLAND

Attrice protagonista

Frances McDormand, NOMADLAND

Attrice non protagonista

Yuh-Jung Youn, MINARI

Sceneggiatura originale

Emerald Fennell, PROMISING YOUNG WOMAN

Film d'animazione

SOUL - Dana Murray, produttrice

Film documentario

MY OCTOPUS TEACHER - Pippa Ehrlich, co-regista

Cortometraggio documentario

COLETTE - Alice Doyard, produttrice

Canzone originale

"Fight For You" da JUDAS AND THE BLACK MESSIAH - musica e testi di H.E.R . testo di Tiara Thomas

Suono

SOUND OF METAL - Michelle Couttolenc

Scenografia

MANK - Jan Pascale

Trucco e acconciatura

MA RAINEY'S BLACK BOTTOM - Mia Neal, Jamika Wilson

Costume Design

MA RAINEY'S BLACK BOTTOM - Ann Roth